FRANTI.


PORNO ROMANTICI

Beh, diciamola tutta, maschi e femmine, chi di voi non ha mai visto un film pornografico? Ora, tenuto conto che probabilmente tutti voi seguirete in un modo o nell’altro il filone “porno”, ecco a voi una rubrica che parla con garbo e letizia di film erotici e dell’ambiente pornografico…..quindi, signore e signori, divertitevi e porno-romanzatevi.

Porno romantici

Prima Puntata
Lettera aperta alla Accademia della Crusca : A’ Cruschi, sostituite “ Petaloso” con “Squirtare”

Innanzitutto occorre spendere un paio di parole sul perché di una rubrica chiamata “ Pornoromantici”.

Il mondo della pornografia risulta essere di fatto una delle maggiori fonti di ispirazione della cultura Pop contemporanea : dalla musica al cinema , dal lessico giovanile alle arti visive in genere, il porno ha ispirato e continua ad ispirare l’immaginario collettivo in un caleiodoscopio di suggestioni erotico-maialesche innestate nel vissuto di ciascuno di noi.

Certo, si potrà osservare che certe derive “pecorecce” nel porno assumono toni e forme sgradevoli, ma , mi si consenta, noi italiani abbiamo trasformato una nobile tradizione italica quale la sartoria artigianale in un circo Barnum chiamato “Fashion” , elevando capi di abbigliamento/stracci dal gusto orripilante a feticci dai costi inaccessibili alla massa nonché forieri di disturbi alimentari endemici a causa delle microtaglie imposte alle adolescenti nostrane .

Per non parlare delle follie sessuo/deliranti delle “stelline- instagramizzate-influencers-letterine –veline-isolefamose “, le quali mostrano a folle infoiate di maschi glutei torniti e tette mastoplasticate, al solo fine di ingrassare le fila dei propri followers.

Pertanto, dato il contesto sociale in cui viviamo, non mi sembra il caso di scandalizzarsi se la sessualità viene degradata a mercificazione del corpo tanto più che in un paese “ prevalentemente cattolico “ quale il nostro, l’educazione sessuale non viene insegnata nelle scuole ma nei Bar o nei Pubs, a tutto discapito di una corretta comprensione del fenomeno “Sesso”.

Non si tratta di esaltare il mondo della pornografia, sia ben chiaro, infatti il vostro affezionatissimo Franti concorda in pieno con quanto affermato dal tanto vituperato Karletto Marx nel suo Manoscritto filosofico del 1844 secondo il quale “ la prostituzione è più immorale e più bestiale dello jus primae noctis” .

Va bene, d’accordo, tutto chiaro ma bisogna ammettere che se fosse vivo il buon Karletto Marx si darebbe al giardinaggio tanto il suo pensiero oggigiorno è inascoltato dalle stesse masse alle quali era rivolto.

Il porno è una realtà “ sommersa “ ma di massa e come tutti i fenomeni di massa merita un giusto approfondimento, questa rubrica lo farà con una serie di “ ghiotte “ recensioni sui nuovi films pornografici in uscita ed interviste agli “addetti ai lavori”.

Quindi ci pornoromanticizzeremo un po’, senza strafare , ma con un giusto senso dell’umorismo e privi di quella pudicizia “ pelosa” tipica del nostro Ex Belpaese.

Beh, perlomeno nella ratio stessa del porno non c’è quella ipocrisia tutta italiana e clericale per cui fasi una grassa e soddisfacente “pippa” o “sega” che dir si voglia od il “ toccarsi” nella femmina nostrana appare agli occhi del maschio e della donna italici una onta da cancellare tramite un negazionismo estremo della serie : “ Io, masturbarmi? no guarda, lo facevo a quindici anni, adesso non ci penso nemmeno!”.

Ma fatemi il piacere, come diceva il buon Totò!

Le “pippe” o i “ toccamenti” se li fanno tutti e se c’è un difetto enorme nel porno è quello di aver inibito le fantasie sessuali dei più sostituendo una visione asettica di figure “catodiche” ad una sana creatività sessuale.

Tuttavia in un mondo in cui gli adolescenti non giocano più a pallone per strada ma si spappolano il cervello dinanzi alla playstation, ci può stare che un maturo uomo comune non vada a mignotte nei bordelli come nel periodo della legge Merlin od una donna insoddisfatta del proprio partner, si trastullino sul web volando con la fantasia tra tettone lascive o maschioni ultradotati.

Eh si, perché se c’è una cosa che trovo urticante è il buonismo dei perbenisti, dei benpensanti e dei politicamente corretti: frotte di untuosi cacacazzi pronti a gridare allo scandalo al primo accenno di blasfemia sessuale o volgarità accennate.

Ma costoro si guardano intorno o sono rinchiusi nei loro idilliaci circoli del ben pensare? Quei bei circoletti , a ben intenderci, in cui ci si parla addosso e ci si chiava a vicenda senza ritegno ma in cui i normali ed universalmente considerati stronzo/a, proletario/a italiani, non entrerà mai in quanto ritenuto membro del “volgo ignorante”.

Cari intellettualoidi dei mie grassi coglioni, i proletari e le proletarie , quelli che il buon Gramsci, il buon Pasolini e l’ancor più buon Pavese elevavano ad “unica Classe capace di creare valore e di consentire la riproduzione dell’intera società”, si masturbano con il porno in quanto non più capaci di rimorchiare in quelle fogne di locali-discoteche tanto in voga nei ruggenti anni 80/90 ed ancora aimè esistenti, vuoi per mancanza di denaro , vuoi in quanto la condizione proletaria è stato degradata ad esempio di fallimento esistenziale in una società come la nostra votata al successo ad ogni costo .

Allora, la questione è la seguente: qualcuno tra voi carissimi lettori del blog Franti mi può suggerire quante persone conosciute o conoscibili usano oggigiorno la parola “petaloso”?

Boh, io non l’ho mai sentita proferire da chicchessia, sebbene la nobilissima Accademia della Crusca, la massima istituzione italiana in tema di linguistica, l ‘ abbia assurta a parola nuova e bella , degna di entrare nel vocabolario laddove venga usata nel linguaggio comune.

Al contrario , nei bar o nei più svariati luoghi di ritrovo , nel reale linguaggio comune della “gente”, dei “proletari”, dei normali ed onesti lavoratori che siano comunitari, extracomunitari, ultracomunitari o astrocomunitari, sento spesso enunciare “neologismi“ o “ anglicismi” di chiara origine pornoromantica, quali Squirtare , Milfona, Soffocone, Gonzo, Dildo, Anal, Interrazziale, Gangbang.

Si prenda quale esempio il verbo “Squirtare”.

Alzi la mano, non l’uccello per favore , d’accordo che si parla di porno ma questo non vi autorizza ad erezioni inconsulte, chi prima dell’avvento dei siti internet pornografici conosceva la benché minima esistenza dell’eiaculazione femminile?

Pur mettendo in conto che tra voi qualche sapientone c’è sempre, sono certo della totale ignoranza della gran massa delle persone non avvezze a frequentare, come il sottoscritto, i vari siti pornografici, in ordine alla sola possibilità che una donna possa eiaculare.

Lo Squirting, ovvero la eiaculazione femminile, è un fenomeno dalle solide basi scientifiche.

Per buon gusto non mi avventurerò in disquisizioni tecniche di cui mi intendo per nulla ma mi limiterò a riportare pedissequamente la spiegazione fornita da Wikipedia: “L'eiaculazione femminile consiste nell'espulsione di liquido dai condotti parauretrali attraverso e intorno all'uretra della femmina umana durante o prima di un orgasmo. È colloquialmente nota, soprattutto grazie alla cinematografia pornografica, anche coi termini inglesi squirting o gushing che però a loro volta sono considerati fenomeni diversi in alcune pubblicazioni di ricerca”.

Non iniziate a scazzarvi perché siete digiuni di anatomia umana, qui non siamo al test di ingresso alla facoltà di medicina.

In questa sede si parla di proporre un bel quesito alla nobilissima “Accademia della Crusca” quale il seguente: “Eminentissima Accademia della Crusca, a prescindere dal fatto che il sottoscritto cova l’intimo desiderio di provocare un gigantesco squirtamento alla propria compagna, desidero porre alla Vs. pregiata attenzione l’enorme uso che noto nel mio luogo di lavoro e nei luoghi in cui usualmente mi svago, del verbo “Squirtare”. Tale verbo deriva sì dal termine inglese “ to Squirt” ma a ben ragione risulta italianizzato in Squirtare ed ha, vi assicuro, una utilizzazione endemica .

Come ben chiarito nel dotto elaborato del Dott. Fiorentino del 2010 nella definizione di “ scrittura liquida” nonché dall’altrettanto dotto Dott. Antonelli nel 2011 in tema di “italiano digitale” o “e-italiano”, l’esistenza di anglicismi contenuti nel lessico comune della rete digitale e dei media digitali , costituisce una innervatura nella lingua corrente italiana di neologismi di larga diffusione e di uso comune. Pertanto si chiede all’Illustrissima Istituzione Vostra di prendere in considerazione il verbo“ Squirtare “ quale neologismo di derivazione anglosassone e di fruizione diffusa nella rete digitale , anche e soprattutto grazie alla cinematografia pornografica.”

Oh, ad ogni buon conto, se poi quelli della Crusca mi si cacheranno o meno non so, però , spezzando una lancia nei confronti dei Pornoromantici, oso dire, “Squirtando si impara”.

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